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2012

Marco De Lorenzi, Moonbuggy Team Italy/India, 2012 Highschool
International Space Education Institute
www.spaceeducation.de

Venice, 28.03.2012

Marco De LorenziIl novembre scorso Ralf Heckel ci spiegò cosa fosse la "Great Moonbuggy Race", e e invitò tutta la mia classe a partecipare ad un Workshop a Lipsia, in Febbraio.

Dunque accettammo e, arrivati lì, abbiamo imparato moltissime cose: il marketing che sta dietro alla moonbuggy race, le regole della NASA, come creare piccoli pezzi al tornio e fresa, e molte altre cose circa la storia del moonbuggy.

Alla fine del Workshop, Ralf ci ha dato la possibilità di partecipare alla "Great Moonbuggy Race" in un team internazionale, ad Huntsville.

Così Laura, Simon, Daniele, Giacomo ed io, abbiamo deciso di accettare questa possibilità, e abbiamo iniziato subito a lavorare duramente per pubblicizzare il moonbuggy in Italia e per trovare sponsor per noi e l' ISEI.

Abbiamo cercato dei pezzi per il nostro moonbuggy, e per altri, invece, che dovevano essere costruiti da una torneria, abbiamo domandato al CNR (Centro Nazionale delle Ricerche) affinchè ci potesse aiutare.

Fino ad ora, questa esperienza è stata molto dura, ma ora possiamo vedere concretizzarsi i nostri sforzi e il nostro lavoro, per partecipare alla Great Moonbuggy Race.

 
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2012

Laura Martin, Moonbuggy Team Italy/India, 2012 Scuola Superiore                 
International Space Education Institute
www.spaceeducation.de

Venezia, 28.03.2012

Laura MartinHo 17 anni e frequento il IV anno al liceo scientifico “G.B.Benedetti” a Venezia, dove vivo.
Sono venuta a conoscenza della “Great Moonbuggy Race” per la prima volta nel novembre 2011 quando il Sig. Heckel, il president dell’ISEI (International Space Education Institute) è venuto nel mio liceo per offrirci questa fantastica occasione per le nostre carriere future e le nostre esperienze personali.
Sono stata molto interessata fin dal primo momento, nonostante il progetto sembrasse veramente impegnativo, perchè penso che avere l’opportunità di poter viaggiare in un altro continente, parlare altre lingue, costruire da soli una bicicletta lunare, e tutto questo in collaborazione con il più importante ente nazionale per le attività spaziali e areonautiche, sia un’occasione imperdibile!
Così tutta la mia classe ha accettato con entusiasmo di partecipare in febbraio al Workshop Invernale a Lipsia organizzato dal Sig. Heckel: abbiamo imparato i valori della NASA, cosa significa veramente il lavoro di squadra, come funziona un moonbuggy e come costruirne uno, le regole della “Great Moonbuggy Race”, e abbiamo avuto il nostro primo approccio nell’uso di macchinari e nella costruzione di pezzi metallici.  
Poi abbiamo dovuto selezionare tra di noi i 5 studenti più motivati che avrebbero avuto la possibilità di partecipare alla Great Moonbuggy Race 2012 in collaborazione con una squadra indiana; e così è nata la prima squadra italiana.
Abbiamo subito iniziato a lavorare sodo perchè avevamo moltissime cose da fare e poco tempo a disposizione.

Per prima cosa abbiamo deciso di spartirci i compiti per essere più efficienti nel nostro lavoro:

  • abbiamo subito cercato una fabbrica che potesse produrre i nostri pezzi; fortunatamente il padre di uno di noi ha un amico di lavoro che poteva aiutarci con la sua macchina
  • abbiamo contattato i giornali locali per fissare una conferenza stampa. Siamo stati intervistati da “Il Corriere del Veneto”, “La Nuova” e “Il Gazzettino”  
  • abbiamo cercato gli sponsor, che è stata la cosa più difficile. Infatti avevamo troppo poco tempo per contattare gli amministratori delle aziende e molti potenziali sponsor ci hanno detto che non potevano accettare la nostra offerta a causa della difficile situazione economica, dovuta alla crisi. Ma alla fine abbiamo trovato alcune compagnie interessate al progetto, che sono diventate gli sponsor ufficiali della nostra squadra.
  • abbiamo trovato una ditta che poteva fornirci dei pezzi che non eravamo in grado di fabbricarci da soli.

Il progetto ci ha richiesto molte ore di lavoro: conciliare lo studio scolastico, questo e la mia vita privata non è stato facile.
Ma la fatica e lo stress sono stati ripagati. Sono molto fiera di ciò che ho fatto finora con i miei compagni di squadra perchè abbiamo avuto una grande soddisfazione per i risultati conseguiti.
Sono sicura che la nostra trasferta ad Huntsville per la Great Moonbuggy Race sarà un’esperienza indimenticabile e molto formativa…Non vediamo l’ora di andarci!

 
2012

Giacomo Labbri, Team moonbuggy Italia / India, 2012 Highschool
International Space Education Institute
www.spaceeducation.de

Venezia, 2012/03/27

Giacomo LabbriIl mio nome è Giacomo Labbri, vivo a Venezia e sto frequentando il quarto anno al liceo GB Benedetti. Racconto  la mia esperienza di della preparazione per la "Great Moonbuggy Race"

Il 1 ° novembre abbiamo avuto il primo contatto. Ralf Heckel, Presidente dell’ ISEI, è venuto alla nostra scuola, ci ha presentato  la "Great Moonbuggy Race " e ha invitano tutta la mia classe a partecipare a un workshop invernale a Lipsia.Il progetto interessava la maggior parte dei miei compagni di classe, il preside della scuola ei nostri insegnanti erano favorevoli all’ idea, così abbiamo deciso di essere partecipare  a questo progetto.

Il 5 Febbraio 2012 siamo arrivati Lipsia. Qui abbiamo avuto la possibilità di imparare qualcosa sul design e la costruzione di un moonbuggy. Inoltre Abbiamo visitato le aziende che collaborano con l’ISEI nella realizzazione dei moonbuggy.Abbiamo fatto la nostra prima esperienza di guida di un moonbuggy, abbiamo imparato i valori della NASA e tradotto in italiano le regole della "Great Moonbuggy Race " E 'stata un'esperienza faticosa,ma molto motivante. Abbiamo capito com’è un ambiente di lavoro.

Il 18 febbraio abbiamo fatto un incontro con genitori e insegnanti a Venezia. Abbiamo dovuto decidere chi parteciperà alla "Great Moonbuggy Race ", tenendo conto dell'impegno e del profitto scolastico: 4 miei compagno e io siamo stati scelti. Siamo stati subito entusiasti ma sapevamo di doverci impegnare per riucire ad organizzare tutto in circa due mesi.
 
Subito dopo abbiamo dovuto fare una richiesta alla NASA, in quanto eravamo oltre il termine per le iscrizioni internazionali. Il 20 febbraio abbiamo fatto un video e abbiamo scritto una lettera di presentazione alla NASA, ci siamo presentati e abbiamo chiesto se potevamo partecipare alla “G.M.B.R” insieme con un team indiano del ISEI. Ralf è stato molto d’aiuto. Dopo pochi giorni abbiamo ottenuto l'OK!

Dal 23 di febbraio abbiamo iniziato a cercare sponsor e parti per il moonbuggy.Abbiamo contattato piccole e grandi aziende per telefono e via e-mail. E 'stato parecchio impegnativo. Anche in questa circostanza l'ISEI ci ha aiutato ed è ha stabilito il primo contatto con uno sponsor per noi a Venezia:The Hostelsclub.com.

Il 5 marzo ci siamo incontrati con i nostri professori di fisica per assemblare l'asse posteriore. Il 15 marzo abbiamo ricevuto i primi pezzi prodotti al CNR di Venezia .Il 16 marzo abbiamo trovamto i componenti per l’imbottitura del sedile del moonbuggy e per la cintura. E 'stata una delle poche cose semplici.

Il 19 marzo il primo articolo sulla nostra partecipazione a "La G.M.B.R." è stato pubblicata sul "Corriere della Sera". E 'stato un obiettivo importante sia per la nostra scuola che per la ricerca di sponsor.
Subito dopo,era il 20 marzo,siamo stati intervistati da un reporter del "Gazzettino" e un fotografo ci ha fatto alcune foto con il moonbuggy.
Al 21 marzo abbiamo trovato un negozio di biciclette disposto a fornirci i componenti necessari (in particolare manopole di  freni e cambi) Eravamo molto soddisfatti perché avevamo già provato in altri negozi, ma questo pezzi specifici erano difficili da trovare e, inoltre, il negozio ha accettato di darceli gratuitamente.

Il secondo articolo su "La Nuova di Venezia e Mestre" è stato pubblicato il 25 marzo. Abbiamo ricevuto la nostra prima risposta positiva da uno sponsor il 27 marzo. E 'stato ungrande successo. Finalmente!

Le notizie da Huntsville di Evgeniy, Roman e Ralf sono una grande motivazione. Sono lì e preparare il Moonbuggy Garage. Non vedo l’ora di esserci anch’io.

 
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2012

Simon Galletti, Moonbuggy Team Italy/India, 2012 Highschool
International Space Education Institute
www.spaceeducation.de


Venezia, 27.03.2012


Foto: Simon GallettiMi chiamo Simon Galletti e vivo a Venezia, in Italia. In novembre 2011 il capo dell’ “International Space Education Institute” di Lipsia, Ralf Heckel, é venuto a Venezia alla nostra scuola, il Liceo Scientifico G.B.Benedetti.
Il signor Heckel ha spiegato a me e alla mia classe cos’è la  ”NASA Great Moonbuggy Race” e ha aperto per noi una finestra in questo mondo. Dopodichè ha invitato tutta la mia classe a Lipsia in febbraio per partecipare a un workshop invernale, dove abbiamo avuto un esperienza estremamente motivante nel confrontarci con il primo approccio a un tipo di lavoro professionale.

Team Italy
Abbiamo fatto delle escursioni con argomento la storia dei razzi spaziali, come al campo di concentramento di Mittelwerk, che I Nazisti usavano come fabbrica per costruire i razzi V1 e V2, e in varie occasioni abbiamo avuto l’occasione di imparare di più riguardo gli eventi della “corsa allo spazio”, per esempio nelle personalità dello scienziato tedesco Wernher Von Braun, che lavorò anche per la NASA negli Stati Uniti, e di Sergej Pavlovitch Korolev, l’ingegnere sovietico che progettò lo Sputnik.


Alla fine del workshop ci è stata offerta la possibilità di partecipare alla gara in un team multinazionale, in collaborazione con l’India, ospitati dall’ISEI. A quel punto I membri della mia classe dovevano decidere se continuare nel progetto, e lavorare sodo per I prossimi due mesi per la preparazione per Huntsville in aprile, o se concentrarsi esclusivamente sulla scuola, e magari tornare sul progetto Moonbuggy in estate, per il lavoro che ci aspetta nel futuro: coinvolgere l’Italia in questo mondo.
Così a quel punto i primi cinque italiani che sarebbero andati ad Huntsville per partecipare alla “Great Moonbuggy Race” erano stati scelti, ed io e i miei compagni di squadra da quell momento abbiamo lavorato sodo per completare il nostro lavoro: cercare sponsor che ci aiutino in questa avventura; trovare pezzi per il nostro Moonbuggy; fare I pezzi che non si possono trovare sul mercato; costruire la parte posteriore del nostro Moonbuggy ( che uniremo con l’altra metà ad Huntsville, quando ci incontreremo con i nostril compagni indiani); e cercare di pubblicizzare il più possible la gara, perchè in realtà in Italia nessuno la conosce!

 
2012
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Eric Meinel, Moonbuggy Team Germany 2, 2012 Highschool
International Space Education Institute
www.spaceeducation.de

 

Foto: Eric Meinel

Leipzig, 27.03.2012

Bald ist es wieder soweit und ich fliege schon zum zweiten Mal nach Huntsville, zum Great NASA Moonbuggyrace. Bevor ich jedoch mit meinen Teamkollegen diese spannende Reise antreten kann, mussten schon viele Hindernisse aus dem Weg geräumt werden und Rückschläge weggesteckt werden. Diese Hindernisse haben wir aber alle gemeistert, auch manchmal mit Hilfe von anderen Teams oder Sponsoren und auch mit dem einen oder anderen Funken Glück.

Eines der wohl größten, wenn nicht gar das allergrößte Problem, war die Finanzierung unseres Teams. Zwar waren sowohl Tobias als auch ich schon letztes Jahr dabei und wissen wie schwer es ist ein Team mit den nötigen finanziellen Mitteln auszustatten. Aber dieses Jahr war es sogar noch etwas schwieriger, da wir ja ein eigenes Team haben und uns weitgehend selbstständig um Sponsoren kümmern sollten. Aber auch diese Hürde haben wir genommen.

Foto: Montage des MoonbuggyEin weiteres Problem war natürlich erst einmal einen Buggy zu haben welcher wettbewerbsfähig ist. Zum Glück haben wir im Sommer bereits Vorarbeit geleistet und das Hinterteil unseres Buggys schon fertig gehabt. Aber ein Hinterteil macht noch keinen Buggy, also brauchten wir noch eine komplette Vorderachse. Hier hat uns netterweise das russische Team des ISEI ausgeholfen und uns ihre alte Vorderachse gegeben, da sie selbst noch eine neue Konstruktion umsetzen wollten. Also hatten wir alle Teile für ein Buggy. Dann ist uns bei einer Demofahrt zu allen Übel auch noch das Differential kaputt gegangen. Die Berechnungen zur Kraftübertragung waren gut aber leider hatten wir es nicht richtig zusammengebaut und deshalb entstand etwas Schaden. Aber auch da konnten wir in kürzester Zeit wieder alles „richten" und hatten nach nur 4 Tagen wieder ein funktionierendes Differential. Fehler sind dazu da, dass man es besser macht.

Foto: DifferentialgetriebeFür das endgültige Zusammenbauen und zur Feinabstimmung hat uns die Firma Scheil aus Lindenthal bei Leipzig einen Platz in ihrer Werkstatt gegeben wo wir auch bei eisigen Außentemperaturen schrauben konnten. Dann galt es wirklich nur noch den Buggy abzustimmen und möglichst viele Testkilometer mit ihm zu fahren.

Wir haben also ein Buggy – in wirklicher Teamarbeit gebaut. Allerdings wollten wir dieses Jahr wieder unsere Telemetrie an den Buggy bringen. Für die Verbindungen zwischen den Teilen mussten aber auch wieder spezielle Stecker verwendet werden. Nach langen Recherchen im Internet sind wir dann auf den passenden Namen gekommen. Somit war es auch ein leichtes die sogenannten Floppystecker zu bestellen. Für das zusammen löten und überarbeiten der Telemetrie hatten wir dieses Jahr sogar ein eigens darauf spezialisiertes Teammitglied. Leider hat er dem starken Druck welcher durch das Moonbuggyprojekt auf einem lastet nicht standgehalten und musste sich zwischen seinen anderen Interessen und dem Projekt entscheiden. Wir hatten in diesem Moment aber Glück im Unglück da er die Telemetrie vor seinem Ausstieg noch fast fertiggestellt hat. Somit sind wir nochmal mit einem blauen Auge davon gekommen, ich denke nämlich dass auch wir es nicht mehr geschafft hätten in der kurzen uns noch bleibenden Zeit uns in dieses komplexe Thema reinzuarbeiten.

Foto: TeamworkNachdem unser Buggy also fertig war und die Finanzierung auch schon so gut wie gesichert war, waren wir an der Reihe einem anderen Team zu helfen. Das Indisch/ Italienische Team des ISEI musste nämlich in sehr kurzer Zeit noch ein Buggy fertigstellen, da sie sich fest in den Kopf gesetzt haben am Moonbuggyrace teilzunehmen. Da die Italiener bereits die Arbeiten an einem Hinterteil begonnen hatten lag es jetzt an uns das Vorderteil zu bauen. Zum Glück waren wir auch in dieser Situation nicht allein. Denn auch hier half uns wieder das Russische Team mit der ersten Konstruktion der neuen Vorderachse aus. Somit war auch dieses Problem relativ schnell gelöst. Jetzt hoffen wir mit dem Rest des ISEIs, dass in Huntsville Hochzeit zwischen Vorder und Hinterteil gefeiert werden kann und alles zusammen passt. Da kommen Teile von 3 Kontinenten zusammen, die vorher noch nie zusammengesteckt wurden.

Jetzt freuen wir uns alle riesig auf Huntsville und scharren schon mit den Hufen voller Ungeduld. Und um diese Mischung aus Ungeduld und Vorfreude noch zu vergrößern, erreichen uns jeden Tag Mails mit neuen Bildern aus Huntsville. Da Herr Heckel und unsere Russischen Konstrukteure Jewgeni und Roman ja schon am 22.03. nach Huntsville geflogen sind. Aber wir kommen ja auch bald auf der anderen Seite des großen Teiches an.

Zum Schluss möchte ich mich noch einmal bei allen Sponsoren bedanken, wie zum Beispiel Bruno Banani, Rohloff, Midland, Igus oder auch LRP-Autorecycling, Holl, Bosch-Scheil Altaus Galvanik, Radhaus und die Drehereien Wittenbecher und Günter Jakob, welche uns und die anderen Teams mit Geld und Sachspenden, oder auch einfach ein wenig Zeit geholfen haben. Natürlich möchte ich mich ebenso bei den vielen Privatpersonen bedanken, wie zum Beispiel Lehrern, unseren Eltern und auch den Großeltern welche ja auch immer mal ein wenig Geld dazu gegeben haben. Mein letzter Dank gehört sowohl dem Russischen Team welches uns ums ein oder andere Mal geholfen hat, als auch Herrn Heckel da er dieses Projekt nach Deutschland geholt hat und uns somit erst die Chance gibt eine solche Reise anzutreten.

 
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2012
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Vorbereitung zum NASA Moonbuggy Race

Viktoria Lagemann, Moonbuggy Team Germany 1, 2012 Highschool
International Space Education Institute
www.spaceeducation.de

 

Foto: Viktoria Lagemann

In den letzten Wochen haben wir uns gut auf das Moonbuggy Race vorbereitet. Es fehlten noch einige Teile am Moonbuggy und es musste einiges verändert werden. Besonders die Lenkungsbremse funktioniert nun gut.

Trainiert haben wir meist individuell, da es krankheitsbedingt und durch Zeitmangel nicht viele Termine zum gemeinsamen Training gab. Dazu kam, dass das Moonbuggy noch fertiggestellt werden musste. Dieses Wochenende konnten wir das erste mal auf dem Ganymed trainieren. Das hat gut geklappt und wir sind 10 Kilometer gefahren inklusive einem Festfahren im Moor. Bis zum Abflug haben wir noch vor, einige Male zu trainieren. Durch das bestätigte Esta und das fertige Moonbuggy können wir dem Abflug entspannt und mit Freude entgegenblicken.


 

Foto: Lenkungsbremse Foto: Aufbau des Moonbuggy
Die Lenkungsbremse, die wir im Training erfolgreich getestet haben. Wir haben versucht möglichst oft, das Moonbuggy gemeinsam aufzubauen.
Foto: Fotoshooting auf der Leipziger Messe
Bild vom Fotoshooting in Leipzig.
 
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